CORONAVIRUS Lazio: “Nel caso in cui la Serie A dovesse riprendere e terminare regolarmente, considerato anche lo slittamento degli Europei e in considerazione della data di fine stagione dei contratti riferiti ai calciatori, non si dovrebbero avere significativi impatti sui proventi dell’esercizio. Tale orientamento è considerato probabile dai Consiglieri di Gestione, anche alla luce di quanto anticipato dal presidente della UEFA che ha dichiarato che la conclusione dei campionati nazionali deve avere la precedenza rispetto alle competizioni europee. Stando a quanto dichiarato dalla Uega, le opzioni immaginabili allo stato attuale consistono nella ripresa dei campionati nazionali a metà maggio, inizio giugno e fine giugno”. Così la società biancoceleste nel comunicato con cui ha reso noti i risultati economici dei primi sei mesi dell’esercizio 2019/20.
ULTIM’ORA LAZIO LOTITO PENSA AL RITIRO A FORMELLO
L’obiettivo è ripartire nella massima sicurezza igienico-sanitaria ed evitare contagi da Coronavirus. Ultim’ora Lazio Lotito pensa al ritiro a Formello.
Pazza idea di Lotito: secondo quanto riportato da Sky Sport, il presidente biancoceleste avrebbe pensato di andare in ritiro dalla prossima settimana. In questo modo la Lazio diventerebbe la prima squadra a scendere in campo dopo lo stop al campionato per Coronavirus. Dalla Lega Serie A e dall’AIC ci sarebbe stata anche una mezza apertura. Secondo lo scenario dipinto dalla tv di Murdoch Lotito avrebbe già comunicato le sue mosse alla squadra tutta in una conference call rigorosamente a distanza.
Lippi: “Arrabbiato con l’Europa. I campionati vanno completati”
Anche l’ex ct della Nazionale campione del Mondo 2006 e della Juventus Claudio Lippi ha voluto parlare del momento che stiamo vivendo a causa del Coronavirus.
Ecco le parole di Lippi:
“Mi trovo nella mia casa a Viareggio, sono sempre aggiornato sulla situazione. Però ammetto di essere infastidito dalla Comunità Europea, ogni volta sento dire che bisogna rimanere uniti per fare squadra, invece se poi andiamo a vedere, ognuno pensa ai propri interessi e fa quello che vuole. Sono molto incavolato perché l’Europa dovrebbe aiutarci e invece non fa nulla. Sì parla sempre del taglio degli stipendi dei calciatori magari dandogli anche contro, ma loro in realtà si erano già messi d’accordo per fare tutto ciò. Sono molto sensibili alle dinamiche sociali. Campionati? Secondo tutti viviamo una cosa eccezionale. Per quanto mi riguarda, dovrebbero essere tutti terminati, se necessario anche a porte chiuse. In caso i prossimi inizieranno più tardi”.
CESSIONE ROMA Saltata – Friedkin si ritira per le ripercussioni del Coronavirus
Klose: “Mi dispiace vedere l’Italia in questo modo, ho molti amici lì”
L’ex Lazio Klose spera che in Italia le cose possano migliorare pensando anche ai suoi amici che vivono qui e stanno vivendo questa situazione
L’ex Miroslave Klose, ha voluto parlare della situazione legata al Coronavirus che sta purtroppo stragi in tutto il Mondo. In questo momento allena gli Under 17 del Bayern Monaco e come tutti, è disposto a tagliarsi lo stipendio. Ha parlato anche del momento che sta vivendo l’Italia, paese a cui è rimasto molto legato dopo aver passato diverse stagioni con la la Lazio, ecco le sue parole a un portale tedesco:
“E’ tutto molto brutto, lo devo ammettere. Ho lasciato e ho tanti amici che vivono lì, sono ancora in contatto con alcuni ex compagni, perché in 5 anni si sono creati dei veri legami a livello di amicizia, quindi ci sentiamo spesso. E’ una situazione difficile, il Coronavirus ha colpito il Paese. Ho anche una persona che conosco che vive a Bergamo e non sa cosa fare in questa situazione. Non possono neanche uscire, non sanno proprio come fare in questo momento difficile, dovrebbero avere il cibo consegnato a casa. Ora non si può dire come potranno andare le cose, sia nel calcio che nella vita, però mi auguro che in futuro ci sarà una forte solidarietà”.
CESSIONE ROMA Saltata – Friedkin si ritira per le ripercussioni del Coronavirus
CESSIONE ROMA Saltata – Friedkin si ritira per le ripercussioni del Coronavirus
CESSIONE ROMA Saltata niente accorto per Pallotta e Friedkin che abbandona la trattativa con la società ritirandosi
CESSIONE ROMA Saltata – Prima che il Coronavirus colpisse tutto il Mondo, la società giallorossa, sembrava a un passo dalla cessione al magnate americano Friedkin, invece Sky ha annunciato la fine delle trattative. Visto l’impossibilità di concludere l’operazione e i continui rinvii hanno cancellato tutti gli accorti pervenuti in questi mesi, annullando così la cessione del club. Friedkin infatti si sarebbe stufato e avrebbe deciso di lasciar perdere, nonostante mancasse solamente la firma. Per il momento la decisione è questa, magari quando questa emergenza terminerà lui e Pallotta potranno ricominciare il discorso da capo.
Fabio Cannavaro annuncia raccolta fondi Campioni del Mondo 2006
Fabio Cannavaro annuncia una raccolta fondi dei Campioni del Mondo 2006 per fronteggiare il coronavirus.
Cannavaro annuncia una raccolta fondi tra i Campioni del Mondo protagonisti del trionfo azzurro a Germania 2006. L’ex capitano azzurro e i suoi compagni di Berlino 2006 hanno istituito una raccolta fondi per aiutare coloro che stanno lottando in prima linea: “Noi Campioni del Mondo abbiamo iniziato questa raccolta fondi attraverso il sito gofundme. È facilissimo, ti registri e puoi donare, come abbiamo fatto tutti noi. Ci abbiamo messo la faccia perché crediamo che tutti dobbiamo restare più vicini possibili a quelli che stanno lottando. Medici e infermieri che ogni giorno rischiano la vita e hanno carenza dell’attrezzatura necessaria. Quindi chiedo un piccolo sforzo a tutti quanti. L’estate del 2006 ci ha cambiato la vita. Da giocatori normali, siamo divenuti leggende viventi, quindi grande soddisfazione e grande responsabilità”.
LA NOSTRA STORIA – Il fondatore Giulio Lefevre
Socio fondatore e bersagliere. Giulio Lefevre nacque a Roma il 31 marzo 1876. Abitava in Via Bocca della Verità con i genitori Luigi e Rosa Andreani e i fratelli Angelo, Guglielmo, Ferdinando e Zenaide. Uno dei tanti giovani che influenzati dalle gare delle Olimpiadi moderne di Atene 1896 si dedicò allo sport.
Prese parte a gare di nuoto sul Tevere ma la sua vera passione fu il podismo. Si allena su varie distanze prendendo spunti e suggerimenti dai numerosi testi. In particolare quelli francesi e inglesi che vengono pubblicati in quegli anni. Nel frattempo si trasferisce con la famiglia in un villino poi demolito in una fase di urbanizzazione del quartiere Prati. La sua casa era situata nelle vicinanze della Piazza d’Armi. Luogo di eccellenza per la pratica sportiva dei cittadini romani. Il 31 ottobre 1898 fu chiamato alle armi come allievo ufficiale nel X Reggimento dei Bersaglieri. Divenne sottotenente di complemento al Deposito Bersaglieri di Roma e fu assegnato al V Reggimento. In seguito raggiungerà il grado di capitano.
IL RITORNO ALLA GRANDE PASSIONE
Tornato alla vita civile si dedica sempre con più passione allo sport. In Piazza d’Armi, negli ampi spazi liberi lungo le sponde del Tevere, i giovani si ritrovavano per dare vita a gare polisportive di ogni tipo. Tra le varie discipline praticate anche il football, un nuovo sport di squadra importato a Roma da Bruto Seghettini. Lefevre diventa amico dei fratelli Luigi e Giacomo Bigiarelli. Insieme a loro e con altri sei valorosi sportivi (Venier, Balestrieri, Aloisi, Mesones, Grifoni e Massa) il 9 gennaio 1900 forma una nuova società sportiva dai colori biancocelesti: la S.P. Lazio.
LA PRIMA GARA
La prima corsa ufficiale a cui prendono parte i podisti della Lazio viene disputata a Roma l’11 marzo 1900. Gara organizzata in occasione dell’inaugurazione del monumento al re Carlo Alberto. Primo al traguardo è il campione torinese Gila che precede il concittadino Cerutti. Al terzo posto si classifica proprio Giulio Lefevre, primo tra tutti i concorrenti romani ed ai suoi stessi compagni. La S.P. Lazio grazie al piazzamento dei suoi concorrenti vince la Coppa di S.M. il Re a squadre. Il destino volle che proprio Lefevre fu il primo in assoluto a contribuire al successo della Lazio in una gara. Le competizioni sono sempre di più e lui risulta sempre tra i protagonisti. Oltre a dedicarsi allo sport lavora al Catasto come geometra.
LA VITA PRIVATA
Nel 1906 si unisce in matrimonio con Giuseppina Torchio. Sorella di due formidabili podisti e nuotatori della Lazio, Alfredo e Umberto. Nel 1907 nasce il primo figlio, Lamberto; nel 1909 il secondo, Carlo. Pur seguendo sempre con affetto le vicende della sua Lazio dirada la sua attività sportiva. Gli impegni familiari, il lavoro e il dolore per la notizia della morte a Bruxelles nel 1908 del grande Luigi Bigiarelli, pongono fine al suo impegno agonistico. Probabilmente collaborò nell’organizzazione societaria dedicandosi anche al proselitismo. Scomparve a Roma il 30 aprile 1953 all’età di 77 anni.
LA NOSTRA STORIA Il pioniere Guido Levi
LA NOSTRA STORIA Guido Levi nacque il 31 marzo 1888 a Roma. Fu un portiere della Lazio del periodo pionieristico. Era detto ‘lo svizzero’.
Le prime notizie che riguardano Guido Levi risalgono al 1910 quando era nella formazione che disputa il I° Campionato cittadino ufficiale organizzato dalla Lega ma gioca, a livello non ufficiale, alcune partite con la Voluntas. In previsione dell’evento la società biancoceleste aveva potenziato l’indizione delle Leve giovanili e tantissimi ragazzi, soprattutto studenti, si erano sottoposti a provini con la Lazio.
Riserva del portiere Lorenzo Gaslini, diventa titolare nel 1912 quando in squadra compare anche il fratello Mario. Impiegato con ottimi risultati anche difensore. A volte in questa stagione è il capitano della squadra. Guido è un buon portiere ma ha davanti il fortissimo Gaslini. In porta gioca solo una decina di partite. Nello stesso anno fu eletto Segretario della Sezione sportiva nell’Assemblea Generale.
La sua ultima stagione da calciatore è la 1913/14, anche se scende in campo come terzino nelle primissime partite della stagione seguente. Per motivi di lavoro lascia Roma per Torino. Era anche un ottimo podista e ciclista. Guido fu soldato volontario nel 7° Reggimento Alpini e promosso sergente nel 5°. Nel 1908 dichiarato disertore e condannato a quattro mesi è retrocesso a soldato dal Tribunale Militare di Milano. Il 22 maggio 1915 fu mobilitato.
Il 6 settembre 1916 venne gravemente ferito in combattimento. Una volta ristabilito venne inviato nei reparti d’assalto e per il suo eroico comportamento fu di nuovo riassegnato al grado di sergente nel 3° Reggimento Alpini del Battaglione Fenestrelle. Alla fine della guerra, decorato per la campagna di guerra 1915-18, si stabilì a Sanremo. Nella stagione 1923/24, trentacinquenne, rientra per un breve periodo a Roma e gioca in porta qualche partita con la terza squadra.
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CORONAVIRUS Tare: “Sembra un film horror. Situazione inizialmente presa alla leggera”
CORONAVIRUS Tare: “Taglio degli stipendi? Dobbiamo ancora pensarci. I nostri calciatori sono in contatto tra loro, ma non hanno ancora parlato di questa situazione. Posso però immaginare che ben presto taglieremo gli ingaggi anche noi. Sembra di vivere in un film horror. Inizialmente tutto è stato preso un po’ alla leggera. Ora non parliamo più di una situazione sola, ma di una guerra. Rimango senza parole quando vedo i camion militari che trasportano le bare. I numeri dei morti purtroppo ogni giorno sono terrificanti. Questo è un disastro per l’intera nazione”. Così il ds della Lazio ai microfoni di Sport1.
CORONAVIRUS Zenga: “Taglio stipendi? Io e il Cagliari d’accordo da un mese”
“Mi dispiace che molti italiani in questo periodo si trovino il salario ridotto. Allo stato attuale però è il momento di pensare alla nostra salute. Taglio Stipendi? La Juve aveva già previsto la riduzione di quattro mensilità? Anche io e Giulini l’abbiamo fatto: abbiamo introdotto dal 3 marzo una clausola di buon senso. Un eventuale rientro? Questa situazione non può essere paragonata a una vacanza, si dovranno giocare tante partite in un periodo di tempo ristretto, è una situazione anomala e come tale dovrà essere considerata. Non vedo come si possa pensare a una cancellazione del prossimo campionato per diluire quello in corso: ci sono contratti, anche di sponsorizzazione, che scadono a giugno. Quando arriverà il momento, a mio avviso bisognerà giocare senza sosta. Ora come ora, auguriamoci che il numero di morti diminuisca ogni giorno”. Così il tecnico del Cagliari Walter Zenga ai microfoni di Radio Rai.
ULTIM’ORA LAZIO – Diaconale punge ancora Juventus e Inter
Diaconale punge ancora Juventus e Inter: scambio di battute infinito tra il responsabile della comunicazione della Lazio e le dirette pretendenti al titolo dei capitolini.
Diaconale sul suo profilo facebook ha scritto questo post: “Ma chi te lo fa fare?”. Molti amici mi rivolgono questa domanda registrando come il mio taccuino biancoceleste settimanale (e qualche volta anche bisettimanale) susciti non solo tante polemiche ma anche valanghe di insulti nei miei confronti lanciate sui social da tifosi di squadre diverse da quella di cui sono responsabile della comunicazione ed a cui ho consegnato il mio cuore fin da bambino.
Bella domanda, visto che a chiedermi di lanciare provocazioni non è il Presidente Claudio Lotito, che, semmai, mi sollecita a non gettare benzina sui fuochi. Perché lo faccio? Debbo questa risposta ai miei amici (ai miei famigliari un po’ preoccupati per il tono degli insulti) ed anche a tifosi biancocelesti di cui mi faccio Paladino non per obbligo professionale ma per mia scelta.
Sarebbe facile sostenere che a spingermi è la mia lazialità e l’ostilità nei confronti delle altre squadre antagoniste alla mia. Ma la verità è che la colpa è della mia storia professionale. Negli anni più formativi ho avuto la fortuna di lavorare nel giornale diretto da Indro Montanelli e di crescere nel rifiuto dell’omologazione, del conformismo e nel culto dell’opinione controcorrente.
Da allora ad oggi sono passati tanti anni. Ma a quell’insegnamento montanelliano sono rimasto sempre fedele (non a caso sono stato direttore responsabile per quasi vent’anni de “L’Opinione” fissando una linea di liberalismo sempre e comunque controcorrente). E tutti i libri che ho scritto non hanno mai derogato rispetto a questa scelta. Dai primi sulla libertà di stampa e su “Mani Pulite”, a quelli sul rischio dell’atomica iraniana su Israele al pericolo del neoperonismo in Italia, da quello sulle interpretazioni in chiave liberale della storia dello Stato unitario a quello sugli aspetti controversi del pontificato di Papa Francesco.
Potevo cambiare decidendo di scrivere non solo di storia e di politica ma anche di calcio? Non potevo. Tanto più che durante la mia esperienza ormai quadriennale nel mondo calcistico mi sono reso conto dell’esistenza di pregiudizi ingiustificati nei confronti della Lazio, del suo Presidente Claudio Lotito e dei suoi tifosi. Questi pregiudizi premono sulla mia coerenza controcorrente e mi impongono di intervenire con le mie armi professionali. Di qui le battaglie per difendere la stragrande maggioranza dei laziali da accuse frutto di prevenzioni antiche ed infondate.
Le polemiche per spiegare che il legittimo interesse della Lazio a finire regolarmente il campionato non nasce dalla pretesa di vincere lo scudetto a tavolino, ma solo dalla speranza di poterlo conquistare sul campo e per rilevare come questo interesse abbia la stessa legittimità di quello di chi vorrebbe annullare il campionato in corso o per avere lo scudetto d’ufficio e potersi dedicare solo alla Champions o per evitare una rovinosa retrocessione. Le polemiche nei confronti di un inconsapevole ministro che non conosce il ruolo del calcio nell’economia e nell’immaginario collettivo del Paese. Ma soprattutto le polemiche per interrompere quella vulgata politicamente corretta e frutto di interessi precisi che tende a dipingere sempre e comunque Lotito non come un imprenditore che ha costruito negli anni una società sana ed una squadra competitiva recuperandola da una condizione drammatica e fallimentare ma una sorta di diavolo del calcio nazionale che si permette di mettersi di traverso ai potenti per eredità, censo o grande presenza mediatica e che per questo va relegato nell’inferno fasullo ed ipocrita dei presunti cattivi.
Bastano queste ragioni? Per me sono più che sufficienti. Anche a non lasciarmi intimidire dalle aggressioni verbali a cui non replico per non trasformare in rissa una discussione che vorrei mantenere sempre ad un livello di totale civiltà.
CALCIOMERCATO Lazio Correa prova a ingaggiare Vasquez
CALCIOMERCATO Lazio Correa si trasforma in ds e cerca di ingaggiare un suo amico
CALCIOMERCATO Lazio Correa durante la quarantena si mette ai fornelli e cerca di portare alla Lazio il suo amico Vasquez
In questi giorni di quarantena, i calciatori oltre ad allenarsi nelle proprie case, danno spazio ad altri hobby che spesso non riescono a mettere in pratica a causa del poco tempo. Questo è il caso del Tucu Correa, che sta vivendo nella propria abitazione da solo e per distrarsi ha deciso di mettersi all’opera con i fornelli cucinando delle empanadas. Non è mancata la replica del suo ex compagno a Siviglia e amico Franco Vasquez, spesso accostato in ottica biancoceleste. Il tucu tramite il suo social ha deciso di pubblicare un video in cui mostra la preparazione. Il commento di Vasquez non si è fatto attendere dicendo: “Che livello”, la risposta di Correa non si è fatta attendere e ha subito rilanciato: “Vieni alla Lazio. Ti preparo tutto quello che vuoi!”. Non solo fa gol e assist, l’argentino ora cerca di fare il manager ingaggiando giocatori per i biancocelesti, se sono amici… ancora meglio!.

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Tagli stipendi La Lazio deciderà dopo l’incontro tra Lega e Aic
Lotito punto al rinnovo di Inzaghi: molti club sull’allenatore piacentino
Lotito punto al rinnovo di Inzaghi per allontanarlo dalle sirene delle big europee
Lotito punto al rinnovo di Inzaghi – Ormai il mister non è più una sorpresa, prima che il Coronavirus arrivasse, la sua Lazio, aveva inalato una serie di vittorie e pareggi che stavano facendo sognare tutto l’ambiente e gli amanti del calcio. 21 partite di seguito senza perdere, anche di fronte alla Juve e all’Inter, le due rivali più accreditate. Un vero e proprio capolavoro di un mister che nonostante le qualificazione Champions svanite nel corso degli anni, ha sempre portato avanti la sua idea di calcio, riuscendo a stupire tutti.
Su di lui, ci sono vari club europei, ha conquistato stregando tutti, molti infatti hanno scritto il suo nome sui taccuini, pronti a chiamarlo per gestire la propria panchina. Non a caso, la Juve prima di decidere di ricadere su Sarri, aveva provato a sondare il terreno, stesso discorso per il Milan. Il contratto di Inzaghi scadrà nel 2021, ma Lotito ha intenzione di tenerlo alla Lazio ancora per tanto tempo, proverà a chiedere di porre la firma almeno fino al 2022, per giocarsi la Champions che ormai sembra quasi certa per la prossima stagione con la sua squadra. Un matrimonio così bello, non deve finire.
La Lega calcio contro il Governo dopo le parole di Spadafora
Tagli stipendi La Lazio deciderà dopo l’incontro tra Lega e Aic
Tagli stipendi La Lazio deciderà dopo l’incontro che dovrebbe avvenire in giornata, Lotito è contrario
Tagli stipendi La Lazio deciderà in seguito alla riunione – Il presidente sta aspettando la decisione che oggi verrà presa dalla Lega e dall’Aic riguardante il taglio degli stipendi dei calciatori. In questo momento, il calcio è fermo, non si sa se il campionato verrà terminato o meno e questo potrebbe far perdere introiti a tutti i club. Perciò per evitare un danno enorme, si andrà verso il taglio degli stipendi. Su questo punto, la Juve ha già preso una decisione, qualche giorno fa ha ufficialmente emesso una nota riguardante la questione scrivendo che la società si è accordata con i calciatori per non pagare le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno.
Lotito, sarebbe contro questa decisione, vorrebbe pagare tutte le rate ai propri giocatori. Inoltre spera di riuscire a termine la Serie A, andando avanti magari, per tutta l’estate, purché non si decida di interrompere la stagione. Qualora non dovesse essere così, il club potrebbe perdere circa 30 milioni di entrate dei diritti tv, che causerebbero un piccolo danno in vista della prossima stagione.
Serie A l’ex Roma Balbo sicuro: “Scudetto? Non lo vince la Lazio”
La Lega calcio contro il Governo dopo le parole di Spadafora
La Lega calcio contro il Governo in seguito alle parole del ministro dello sport Spadafora che detto che ormai il calcio non sarà più come prima a causa della crisi che si vivrà dopo il Coronavirus
La Lega calcio contro il Governo – In una nota ufficiale affidata al presidente Paolo Dal Pino arriva la secca risposta: “Con riferimento alle odierne affermazioni del Ministro dello Sport Spadafora ritengo non sia il momento di fare polemiche e demagogia. I numeri parlano da soli. Non serve aggiungere altro per evidenziare il ruolo della Lega Serie A a sostegno del calcio di base e indirettamente di tutto lo sport italiano. La Serie A da sempre svolge un riconosciuto ruolo di locomotiva del comparto. Producendo direttamente ogni anno circa 3 miliardi di euro di ricavi totali e generando un indotto di 8 miliardi a beneficio dell’intera piramide calcistica.
Oltre a una contribuzione fiscale e previdenziale di 1 miliardo di euro. In questi anni l’importo contributivo e solidaristico della Serie A per lo sviluppo dell’impiantistica, per la valorizzazione dei settori giovanili e per sostenere sport diversi dal calcio, è sempre cresciuto. Si è passati dai 93 milioni destinati nel primo anno della sua fondazione nel 2010, agli oltre 130 che saranno versati al termine dell’attuale stagione. Cifre importanti sulle quali si regge l’intera filiera. Cifre che la Lega Serie A spera di continuare ad erogare anche per il futuro a salvaguardia di tutto il movimento calcistico italiano”.
Belle notizie da Lulic: il biancoceleste ha smaltito l’infortunio alla caviglia
LA NOSTRA STORIA L’attaccante biancoceleste Amos Mariani
LA NOSTRA STORIA Amos Mariani nasce a Montecatini Terme il 30 marzo 1931. Cresce nel Montecatini per esordire in seguito, diciassettenne, in Serie B con l’Empoli nel 1948.
L’anno dopo Amos Mariani passa alla Juventus, che lo fa esordire in Serie A e dove conquista lo Scudetto. Nella stagione 1950/51 si trasferisce all’Atalanta. L’anno dopo passa all’Udinese. Nell’estate del 1952 il commissario tecnico Meazza in occasione della spedizione Olimpica di Helsinki lo convoca in Nazionale. Dal 1952 al 1955 gioca nella Fiorentina. Quindi passa per tre stagioni al Milan. Con i rossoneri al termine della stagione 1956-57 vince di nuovo lo Scudetto e una Coppa Latina. Nella stagione 1958/59 veste la maglia del Padova. Dal 199 al 1961 gioca nella Lazio. Nel 1961 si trasferisce al Napoli, con cui vince una Coppa Italia nel 1961/62. Divenuto allenatore guida in successione Sorso, Pro Vasto, Montebelluna, Torres, Ethnikos Pireo, Montecatini, Lecco, Lucchese ed Alghero. È deceduto a Montecatini Terme il 20 febbraio 2007.
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Serie A l’ex Roma Balbo sicuro: “Scudetto? Non lo vince la Lazio”
Serie A l’ex Roma Balbo fa un pronostico sulla stagione che proseguirà quando il Coronavirus sarà definitivamente debellato. Scudetto? Non sarà della Lazio.
L’ex Roma Balbo non punta sulla Lazio: sì alla ripresa del campionato ma lo scidetto non sarà biancoceleste. Ecco le sue parole: “La Serie A deve essere giocata per intero a costo di chiudere a dicembre. Niente playoff, niente congelamento della classifica. Non è professionale alterare in corsa un torneo costruito per avere una certa durata. Scudetto alla Lazio? Dobbiamo essere sportivi e accettarlo. Ma non lo vince”. Se è sicuro lui allora…
Belle notizie da Lulic: il biancoceleste ha smaltito l’infortunio alla caviglia
Belle notizie da Lulic: il capitano biancoceleste è pronto a riprendere condizione dopo l’operazione alla caviglia sinistra. Ottenuto il via libera.
Terminata la riabilitazione in Svizzera dopo l’operazione, arrivano belle notizie da Lulic. Il bosniaco può tornare ad allenarsi per recuperare il tono muscolare. Tutto in sicurezza sanitaria si intende: nell’era del Coronavirus il biancoceleste dovrà usare la sua palestra di casa in attesa di poter riabbracciare i suoi compagni a Formello. Lo sperano tutti, Inzaghi in primis, perché vorrebbe dire che finalmente il virus è stato debellato e tutto potrà riprendere con una tranquilla normalità.
SERIE A SPADAFORA HA DECISO: RIPRESA CAMPIONATO ANCORA RIMANDATA
Serie A Spadafora, ministro dello Sport italiano, ha dichiarato che non c’è possibilità di ricominciare i campionati a maggio e nemmeno di allenarsi.
Serie A Spadafora ha le idee chiare: no alla ripresa del campionato, non è ancora il momento. Ecco il suo pensiero a Repubblica: “Il calcio non ricomincerà il 3 maggio. Le squadre di Serie A hanno già sbagliato quando era il momento di fermarsi. Devono capire che nulla sarà più come prima. Pensavo ai nostri ragazzi abituati a stringersi, abbracciarsi, passarsi la bottiglietta d’acqua: tutto questo mancherà per molto tempo. Riprendere le partite il 3 maggio è irrealistico. Domani proporrò di prorogare per tutto aprile il blocco delle competizioni sportive di ogni ordine e grado. Ed estenderò la misura agli allenamenti, sui quali non eravamo intervenuti perché c’era ancora la possibilità si tenessero le Olimpiadi”.

