LAZIO Il centrocampista biancoceleste Luis Alberto ha concesso un’intervista a El Pelotazo de Canal Sur Radio. Un’intervista in cui ha affrontato molti temi, dal rinnovo con la Lazio al questione ripartenza della Serie A. Dagli allenamenti alle partite a porte chiuse.
LAZIO Luis Alberto tra la questione rinnovo e la ripartenza della Serie A: “Il rinnovo? Non è stato ancora firmato. È praticamente chiuso da molto tempo, ma per la questione Coronavirus non è stato possibile firmare. Spero che non si tirino indietro (ride, ndr)”.
ALLENAMENTI E RIPARTENZA DELLA SERIE A
“Ogni giorno viene detta una cosa nuova. Ora sembra che al 99% l’inizio sarà una settimana dopo rispetto alla Spagna. Il 28 maggio sembra vogliano fare un passo avanti e dare il permesso di iniziare. Al momento continuiamo con l’allenamento individuale e le distanze. Penso che quando torneremo non saremo preparati come eravamo o come siamo all’inizio di una stagione quando viene fatta una preparazione normale. Ciò che ci manca è il calcio. Abbiamo fatto più forza e lavoro fisico, abbiamo giocato poco con la palla. Siamo stati più di due mesi senza una partita, senza fare possesso“.
IL TEMA ‘PORTE CHIUSE’
“Prima di tutto, c’è la salute, ma il calcio non siamo solo noi. Il calcio è un’industria che gestisce molto lavoro, ho letto qualche giorno fa che dà lavoro a 180mila persone. Se restiamo senza giocare, molte persone rimangono senza lavoro. Porte chiuse? Sì, in Europa League qui con la Lazio, ci fecero giocare a porte chiuse all’Olimpico per un paio di partite. È super strano. Devi stare molto attento a ciò che viene detto tra i giocatori, a ciò che viene discusso con l’allenatore e in più il mister è molto attivo con l’arbitro…”.

“Ho speso molti soldi per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato“. In queste sue poche parole è raccontato chi è stato George Best, giocatore nato il 22 maggio del 1946 a Belfast. Uno dei
Ala destra, un fantastico mix di velocità e tecnica. Geniale e carismatico in campo ma anche eccessi, follie e sregolatezze fuori dal rettangolo di gioco. Ribelle sfrenato in pieno stile anni Sessanta. Caratteristiche che lo hanno reso indiscutibilmente un idolo, un’icona senza tempo per i tifosi. A 15 anni viene notato dal Manchester United che ad appena 17 anni lo fa esordire in Premier. E lui sin da subito dimostra di essere un fuoriclasse.
